Ma dov’è Strasburgo?

3 Gen

les-plages-d-agnes_fichefilm_imagesfilmQuesto blog è, per espressi intenti, dedicato a Berlino. Con qualche rara eccezione per i dintorni.  Ma siccome io sono l’unica sovrana e despota, almeno in questo piccolo dominio, decido di approfittarne e fare un’eccezione. Oggi scrivo di Strasburgo. Strasburgo, non dico nulla di nuovo, è in Francia, e questo è per una piccola città un innegabile vantaggio. Il centro storico è ancora intatto, non solo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, ma anche dalla catena di Schlecker-Karstadt-Bijou Brigitte che decora tutte le cittadine tedesche. Un altro vantaggio è che i francesi, che a uno stiano simpatici o no  – a me stanno simpatici – amano il cinema. Quindi anche in un posto relativamente piccolo l’offerta di film, non in dvd, non in tv, ma dico davvero al cinema, è molto ampia. In una sera freddissima sono capitata quasi per sbaglio in una sala dove proiettavano l’ultimo film di Agnès Varda, che si chiama “Les plages d’Agnès”, “Le spiagge di Agnès”. Era il primo film della Varda che vedevo, quindi figuratevi l’interesse per la sua autobiografia in versione film: l’ho scelto semplicemente per la parola “spiagge” nel titolo e perché l’orario di proiezione si adattava perfettanente al programma della serata, preparandomi a un possibile dolce sonnellino. Invece sono rimasta sveglia. Sveglie e contenta. Perché la Varda, ormai ottantenne, anche se alle volte cade un po’ nel ridonante e  nell’omaggio a sé e ai propri amici, sa creare immagini che sono un tripudio per gli occhi. Sa giocare con loro come in una scatola magica, sa spiazzare e girarle come in un carosello. Da dove si scende con l’impressione che in fondo giocare è sempre possibile, anche a ottant’anni. Guardare le cose in modo diverso, guidare auto di cartone, infilare gatti giganti là dove ci dovrebbero essere monumenti ufficiali, sfondare il muro cieco di un cortile con un quadro e uno specchio. E questo per la parte spirituale.

Per la parte materiale – ma se aveste bevuto il vino che ho bevuto io, sareste disposti ad ammettere che un lato spirituale ce l’hanno anche il mangiare e il bere –  consiglio il ristorante “La cloche à fromage”, dedicato appunto al formaggio in tutte le sue declinazioni. Non è una brasserie, i prezzi sono un po’ più alti, ma per una volta ce lo si può concedere, almeno per il menù a pranzo. Antipasto e dieci tipi di formaggi, da degustare con un buon rosso e secondo le rigorosissime indicazioni della cameriera, per apprezzarli in pieno. Berlin mon amour, da questo punto di vista hai ancora tanto da imparare.

 

“Les plages d’Agnes”, Francia 2008, di Agnès Varda

La cloche à fromage, 27 rue des Tonneliers, Strasbourg.

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Una Risposta to “Ma dov’è Strasburgo?”

  1. Maurizio Gatto gennaio 3, 2009 a 5:01 pm #

    Cara Nicoletta,
    il tuo blog su Berlino mi piace sempre di più. Resto inoltre stupito da una nuova singolare coincidenza. Io non ho viaggiato granché nella mia vita, non ho mai varcato i confini dell’Europa. A pensarci bene, se si esclude un viaggio interrail a 17 anni con i compagni di scuola, durante il quale ho toccato una quantità enorme di luoghi nel giro di un solo mese finendo ovviamente per non riuscire a visitarne nessuno decentemente, restano davvero poche le città estere che posso veramente affermare di conoscere. La prima in classifica per affezione e per tempo trascorsovi è naturalmente Berlino. La seconda è Strasburgo. Ci sono stato tra il giugno e il luglio del 2001 per motivi legati alle mie ricerche di dottorato. In realtà poi il carattere della mia permanenza lì ha ben presto, come immaginerai, travalicato le anguste (e pretestuose) motivazioni di studio per diventare una entusiasmante esperienza di vita a tutto tondo. Giovane studente affamato di vita e di socialità, ho trascorso a Strasburgo uno dei periodi più belli della mia vita. Oggi apro il tuo blog e vi trovo in prima linea un pezzo su Strasburgo. Potrai dunque immaginare la mia meraviglia. Già prima trovavo sorprendente il tuo modo di vedere, di vivere e di sentire Berlino, così simile al mio. Con Strasburgo si aggiunge dunque una seconda piacevole coincidenza.

    In quel mese trascorso nella piccola capitale alsaziana, oltre a starmene beatemente rinchiuso nella splendida ed organizzatissima biblioteca nazionale, ho fatto anche tanto altro. Ho soggiornato in un dormitorio di un campus universitario, ho conoscituo tanti giovani, molti dei quali studenti, altri stagisti del parlamento europeo. Di tanto in tanto ho frequentato l’Istituto italiano di cultura, vero e proprio salotto buono della città, intrufolandomi nelle sue serate di gala destinate all’alta borghesia burocratica ed internazionale della città. Sono inoltre stato spesso in giro per locali ed ovviamente anche per vari cinema.

    Tra i cinema ricordo con particolare affetto il cinema Odyssée, che dava sempre film un po’ più ricercati e quasi sempre in lingua originale. Era il cinema alternativo della città. Lo ho amato, rammaricandomi del fatto che a Napoli purtroppo non ne esistesse uno così. Mi domando dunque se non sia proprio al cinema Odyssée che tu abbia visto “Les plages d’Agnes”. Se così fosse, sarebbe un’ulteriore simpatica coincidenza.
    Tanti auguri di buon anno. Un abbraccio a Fabiano!
    Maurizio Gatto

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