Archivio | marzo, 2010

Suprmercati a Berlino: dove comprare il latte la domenica?

29 Mar

Ci risiamo. Ho dimenticato di comprare il latte ed è domenica. Qui non ci sono supermercati aperti tutta la settimana non stop, come ormai quasi dappertutto in Italia. Anzi, in alcune zone più tranquille e più “ovest” della capitale, come Wilmersdorf, la maggior parte die negozi, panetterie e supermercati compresi, chiude già nel primo pomeriggio del sabato – un male per i clienti ma un bene per chi ci lavora. In altri quartieri, invece, i centri commerciali sono ormai aperti tutti i giorni fino all 20 o alle 21; per tenere aperti la domenica invece c’è bisogno di permessi speciali.

Per tutto il resto c’è il coiddetto “Späti”. “Späti” è un’abbreviazione da “Spätverkauf”, vendita ad ore tarde, ed è il negozietto che ha sempre aperto, di notte o di domenica, a Pasqua o Capodanno. Di solito viene gestito da vietnamesi o turchi, e su quello che vende ci si potrebbero basare interessanti ricerche sociologiche. Lo Späti ha l’indispensabile per sopravvivere una sera o un fine settimana in una grande città. Quindi birra, una scelta infinita; vino, un po’ meno ma comunque tanto; toast, panini confezionati, biscotti, pizze surgelate. Siccome vivo in quartiere ecotrendy, anche gli Späti si sono evoluti e offrono pizze surgelate biologiche; poi ci sono riviste, gelati e sigarette (se bio o no, questo non l’ho ho appurato). E per mia fortuna, in un angolo ci sono ancora alcuni cartoni di latte.

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Neonazi a Berlino

25 Mar

Voglio andare a bere qualcosa con un’amica nella Oderbergerstrasse, nel cuore turistico di Prenzlauerberg, e scendo alla fermata della metro di Eberswalder (famosa per il chiosco che vende currywurst e per essere nodo cruciale della zona del divertimento notturno). Noto subito qualcosa di strano: un gruppetto di poliziotti in tenuta antisommossa. Sembrano rilassati, però. A pochi metri da loro un gruppo più folto di neonazi che gridano, si spintonano e fanno il saluto nazista ad altri skins appena saliti sulla metro. I poliziotti li osservano calmi, mi sembra quasi con condiscendenza. Penso che dovrei dir loro qualcosa, far notare loro che il saluto nazista è proibito, che devono intervenire. Ma di fatto accellero solo il passo e aumento il volume del lettore mp3 per non sentire le grida dei nazi (gaurda caso la canzone che sto sentendo si intitola “Impossible Germany”, di Wilco). Penso che sono poco coraggiosa, troppo poco coraggiosa, penso che basta poco per sentirmi insicura in un posto dove mi sento sempre sicura. E mi ricordo che vivo in un’isola felice, e che ho amici di colore che hanno paura ad andare in determinati quartieri di Berlino, per non parlare del Brandeburgo, la regione qui attorno

Berlino per bambini: una fattoria in centro città.

23 Mar

Berlino è un po’ anarchica anche per i bambini. Così può capitare, camminando per una normalissima strada di un normalissimo quartiere, di imbattersi in un pezzo di terra di nessuno trasformato in piccola fattoria: un Kinderbauernhof, come si dice in tedesco, cioè una fattoria a misura di bimbo.

Qui siamo a Prenzlauerberg, vicino al Mauerpark. Accanto ai binari della metro si aggirano pecore, maiali e asinelli; per i più piccoli ci sono conigli da accarezzare. Si puó anche provare l’ebbrezza di andare a cavallo in mezzo alla città, guardando i palazzi e da lontano una striscia del famosissimo muro.

Per i bambini mai soddisfatti c`è a due passi un grande parco giochi, per i genitori mai soddisfatti la possibilità di arrampicarsi su una parete attrezzata. Ma mangiarsi un gelato contemplando le capre è piú sicuro.

Jugendfarm Moritzhof
Schwedter Straße 90 Berlin
10437
http://www.jugendfarm-moritzhof.de

Cerco casa a Neukölln

22 Mar

Annuncio letto a Neukölln – il quartiere problematico per eccellenza di Berlino – sulla vetrina di un bar:

„Siamo due simpatiche studentesse. Cerchiamo appartamento in palazzo d’epoca, di tre stanze, possibilmente con il balcone, a max. 500 euro al mese. Ricompensa per chi ci aiuta a trovarlo: una torta”.

Ingenue o un po’ esaltate? Ad ogni modo auguro loro buona fortuna.

Serata di musica elettronica: Upon you al Berghain

19 Mar

Il Berghain/Panoramabar è uno dei club piú famosi di Berlino –tanto famoso che è diventata una star anche il suo buttafuori – e Upon you è una delle etichette berlinesi al 100% più interessanti nel campo della musica elettronica. Se volete passare una serata dancereccia molto molto cool allora non perdetevi la upon you Nacht al Panorama Bar.

p.s. la vita notturna nei club berlinesi non comincia quasi mai prima dell’una di notte…quindi inutile andare troppo presto. E mettete in conto un po’ di coda.

Berghain/Panorama Bar/ Am Wriezener Bahnhof, Friedrichshain 10243, 8 Euro


www.berghain.de


www.uponyou-records.de

Come è cambiata la Germania dalla caduta del muro: il progetto Wittenberge

18 Mar

20 tra sociologi ed etnologi, 8 dottorandi, 1.7 milioni di euro, 2 anni di lavoro. Il tutto non per salvare una popolazione della giungla minacciata di estinzione, ma per capire cosa sta succedendo nella piccola cittadina di Wittenberge, tra Amburgo e Berlino.

Wittenberge è stata scelta come città campione per esaminare come si sono evolute le cose dalla caduta del muro ad oggi per l’ex Germania est. Ma il risultato non è dei piú consolanti: un’altissima percentuale di disoccupati, un fuggi fuggi dei giovani dalla città, e quelli che restano pendolano. Insomma in 20 anni la città è passata da 40 000 a 19 000 abitanti. La vita si vive altrove – nella ex Germania ovest. Chi ha vinto, allora?, si chiede il giornalista dello “Zeit” che descrive il progetto. La sua risposta è: il silenzio.

Per saperne di più (in tedesco)
http://www.zeit.de/2010/10/Forschungsprojekt-Wittenberge?page=1

Come scrivere un best seller: Precht, la filosofia e le classifiche tedesche.

17 Mar

Ha l’ardito titolo “Chi sono io – e se sì, quanti?” e l’ardito proposito di smerciare al grande pubblico uno dei temi più difficili della filosofia: il problema dell’identità. Chi sono io, e quanti siamo qua dentro? Quante persone ci sono, parlano, vogliono e pensano in me? E cosa ci rende “soggetti” pensanti e volenti, diversi da un tavolo o da un gatto (o almeno si spera)?

La domanda, pur nella brillante trattazione di Richard David Precht, rimane senza riposta, ma si può per lo meno quantificare quanti tedeschi hanno comprato il suo libro: tanti, tantissimi. È il caso dell’anno, contro ogni previsione. Forse perché il popolo tedesco ama riflettere, forse perché non sanno piú bene chi sono, o forse perché l’autore scrive in modo scorrevole ed è pure giovane e grazioso: insomma il genere pop star intellettuale che i francesi sanno produrre in quantità ma che ai tedeschi ancora mancava.

Ma è soprattutto il genere, un mix di filosofia e psicologia, che in questo momento fa tendenza da queste parti, tanto è vero che l’altro caso dell’anno è il medico-cabarettista dal complicatissimo nome Eckart von Hirschhausen. La formula del suo successo (ovvero due bestseller e il tutto esaurito nei teatri tedeschi): q.b. di divulgazione scientifica, q.b. di psicologia, q.b. di buon senso, q. b. di foto, gadgets e trovate spiritose, il tutto per trovare niente di meno che la felicità. Insomma, come rendere un mattone leggero leggero. [Nicoletta Grillo]

“Wer bin ich – und wenn ja wie viele? Eine philosophische Reise“, Goldmann, 14.95 €

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