Un po’ di Madness a Berlino..

11 Mag

Avvertenza: il seguente testo è assolutamente privo di spirito critico. Per cui leggetelo con prudenza – o non leggetelo proprio.

Permettetemi una nota autobiografica. Una malinconica e solitaria estate di molti anni fa, quando ero una bambina malinconica e solitaria, mi capitò di accendere per caso il televisore. Era un pomeriggio afosissimo e non c’era assolutamente nient’altro da fare che riflettere sulla mancanza di senso dell’universo e annoiarsi. Per fortuna stavano trasmettendo il video “House of fun” dei Madness. Da quel momento la mia vita cambiò. Peccato solo che quando conobbi i Madness loro erano già sulla via del tramonto; avevano prodotto da un po’ gli hit più genialmente orecchiabili della loro carriera, avevano provato, senza troppo successo di pubblico, a scrivere canzoni più difficili, ed erano già in procinto di sciogliersi. Così non sono mai riuscita a vederli dal vivo.

Non avrei mai pensato che avrei assistito a un loro concerto a Berlino, dopo xx anni. Alla C-Halle, proprio di fronte al monumentale aereoporto di Tempelhof, da poco chiuso e qualche giorno fa riaperto come parco (ma su questo un altro intervento, prossimamente).

Sono andata con la mia amica D. e il primo impatto è stato per entrambe duro, molto più duro del previsto. Mentre una band berlinese poco convincente suonava uno ska poco convincente ci siamo rese conto con terrore dell’età media del pubblico, che cappellini, camicie a quadretti e anfibi non riuscivano a nascondere. D. mi ha detto: “Guarda il cantante della band…Abita vicino a casa mia, ha tre figli, lo incontro sempre sulle scale”. Il pubblico entrante in sala guardava gli altri esattamente come noi guardavamo loro: con uno sguardo sgomento che diceva no, no, non ditemi che sono anch’io così vecchio.

Ma tutto questo è durato solo finché i Madness (cinquantenni molto cool) non sono saliti sul palco e non hanno cominciato a suonare. Allora è stato chiaro subito e per tutti: l’età non conta niente. Quel che conta, ragazzi, è la classe. Benvenuti a Berlino, il paese dei forever young.

Una Risposta a “Un po’ di Madness a Berlino..”

  1. emanuela dicembre 7, 2010 a 9:59 am #

    L’età non conta nienteeeeeeeeee

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