Archivio | dicembre, 2011

Impedire in Natale! Punk a Berlino nello storico locale SO 36

23 Dic

Impedire il Natale! Per chi non ha voglia di arrendersi già oggi al rituale di candele, alberi con tutto il corredo di atmosfera natalizia, un buon modo di trascorrere la serata è andare al SO 36 di Kreuzberg, storico locale alternativo berlinese, dove si alternano una serie di gruppi punk sotto il motto, appunto: impedire il Natale (“Weihnachten verhindern”). Probabilmente non ci riusciranno; ma ad ogni modo è un’alternativa all’ennesima passeggiata nell’ennesimo mercatino con ennesimo Glühwein (il nostro vin brulè) E poi SO 36 vale sempre una visita.

I biglietti costano 12 euro e le porte aprono già alle 19.

http://so36.de/events/weihnachten-verhindern/

 

Cosa fare a Berlino? Il Bode Museum

19 Dic

Un buon posto dove rifugiarsi in una delle (poche) domeniche di shopping prenatalizio a Berlino? Il Bode Museum,  dedicato principalmente alla scultura, dal medioevo all’Ottocento. Finita la mostra di richiamo “Volti del Rinascimento”, il museo offre in questi giorni sale piacevolmente poco frequentate, per contemplarsi in santa pace Bernini, statue in legno del rinascimento tedesco, bassorilievi di Donatello, pale d’altare, e tante altre opere ingiustamente considerate minori.

Le famiglie con bambini sono state dirottate nella mostra „Draghi ed eroi“ al piano terra. Una guida entusiasta svela a tre tedeschi corredati di seggiolino portatile i misteri dell’arte sacra. Due turiste inglesi corrono da una sala all’altra, mormorando „Florence…Venice…“, come se stessero spuntando una lista della spesa. Io guardo alternativamente le statue, la S-bahn che passa nella pioggia fuori dalle vetrate e l’acqua grigia della Sprea su cui si affaccia il museo. E penso: che bello, ogni tanto, rinunciare allo shopping.

http://www.smb.museum/smb/standorte/index.php?objID=28&p=2

Sui pattini in mezzo al fiume a Berlino

13 Dic

Sui pattini in mezzo alla Sprea? In realtà il vero freddo a Berlino quest’anno si fa attendere. Ma una radio locale ha avuto l’idea di trasformare una barcone in una pista di pattinaggio. Dev’essere, questa, una passione tutta berlinese: amatissima durante l’estate è la Badeschiff, chiatta tramutata in piscina in mezzo al fiume, che in inverno diventa una sauna.

Chissa se la „Eislaufschiff“, la nave-pattinaggio, avrà lo stesso successo. Comunque questa è solo per pochi giorni: da ieri al 18 dicembre, dalle 10 alle 22. La nave sarà domani a Potsdam, gli altri giorni a Jannowitzbrücke.
Brückenstraße 6
10179 Berlin – Mitte

Cosa fare a Berlino? Film italiani per la rassegna Cinema! Italia!

10 Dic

Siete italiani a Berlino e avete voglia di andare al cinema vedendovi finalmente un film nella vostra lingua madre? È arrivata in questi giorni in città la rassegna „Cinema! Italia!“, che ha già fatto tappa nelle principali città tedesche. Sei i film (per la maggior parte commedie) in programma in due cinema, il Babylon a Mitte e il Rollberg a Neukölln. E stasera alle 19.30, al Babylon, ci sarà anche la premiazione del film vincitore del premio del pubblico. Per saperne di più andate a guardare qui: http://www.cinema-italia.net/index.php?selectedday=28

La rassegna continua fino al 14 dicembre.

Bionda, scema e anche saggia: una sorpresa tra i libri più venduti in Germania

7 Dic

I tedeschi sono famosi per essere appassionati lettori. Tanto più inquietante – o consolante, a seconda se si soffra o meno di un complesso di inferiorità nei confronti del loro bagaglio culturale – andare a guardare nel dettaglio la classifica dei libri più venduti. Tra i romanzi, niente di particolare. Più curiosa invece, per capire come anche qui il mondo della televisione stia conquistando quello dell’editoria, la classifica dei saggi.

Accanto alla biografia di Steve Jobs e alla solita intervista all’ex cancelliere Helmut Schmidt, troviamo nei top ten un libro dal titolo, molto indicativo, di „Sii furba, fai finta di essere scema“ („Sei schlau, stell dich dumm“) di Daniela Katzenberger. Frau Katzenberger è una starlet televisiva che rappresenta il prototipo – conquistato a colpi di chirurgia plastica con operazioni anch’esse documentate in televisione – della formosa bionda scema. Che ha fatto carriera proprio su questo personaggio, tanto da conquistarsi uno show tutto per sé.

Sarà una scema che finge di essere intelligente o un’intelligente che fa finta di essere scema? Ai posteri l’ardua sentenza. Molto furbi, ad ogni modo, non sono i compratori del libro, che si ritrovano a leggere frasi in forma di diario, con titoletti in rosa, del tipo: “Del mio primo giorno di scuola non ci sono foto, peccato”. Oppure “Vorrei avere una figlia. E quando uno vuole una cosa tanto tanto, allora succede. Quando succederà, la chiamerò Cheyenne”.

Bhe, però non devono lamentarsi: lei l’aveva detto. Di far finta di essere scema. Perché aspettarsi altro?

Scarpe piene di cioccolatini? Ovvio: domani a Berlino si festeggia Nikolaus!

5 Dic

Lucidate per bene le scarpe, se vivete in Germania, e sistematele fuori dalla porta: stanotte passa Nikolaus e, se siete stati bravi, vi lascerà qualche dolce o pacchetto nelle calzature. Non aspettatevi troppo, però: come la nostra Befana, Nikolaus è un po’ un parente povero di Babbo Natale. Non gli hanno riconosciuto nemmeno una giornata di festa, e i regali sono pochi e più che altro simbolici.

Ma lo stesso i bambini aspettano con impazienza il sei dicembre. In realtà non sanno nemmeno bene chi sia questo misterioso personaggio, che è uguale a Babbo Natale, almeno per come è rappresentato, eppure è un’altra persona. Di fatto era un vescovo di una città turca, con la encomiabile abitudine di dividere i propri beni con i poveri: li portava però nottetempo, di nascosto, per non essere riconosciuto.

La Befana invece in Germania non passa (a parte una deviazione per i bambini multikulti, come il mio, che ricevono regali sia il sei dicembre che il sei gennaio). E ovviamente, proprio come la Befana, Nikolaus privilegia i piccoli. Ma non sempre: a me, qualche anno fa, è successa una cosa veramente inaspettata. Avevo l’abitudine, molto tedesca, di lasciare gli stivali inzaccherati sullo zerbino fuori dalla porta, e una mattina del sei dicembre me li sono misteriosamente ritrovati pieni di cioccolatini…Dei vicini molto simpatici o ero stata particolarmente buona e Nikolaus ha deciso di premiarmi?

Cosa fare a Berlino: le immagini del terrorismo in una mostra fotografica

3 Dic

Finisce domani a Berlino una mostra fotografica difficile – nel senso di non piacevole, impegnativa – ma interessante.

Si tratta di un percorso di riflessione, attraverso le opere di diversi artisti contemporanei, sul rapporto tra il terrorismo e la sua rappresentazione in immagini: e quindi si tratta di ripercorrere momenti che hanno segnato la nostra epoca (l’undici settembre, naturalmente, ma anche le olimpiadi di Monaco del 1972, o gli attentati della RAF e delle Brigate Rosse) non solo „rivivendoli“ emozionalmente attraverso le fotografie che li hanno fatti diventare parte dell’immaginario collettivo, ma facendosi delle domande proprio su queste fotografie. Che hanno creato appunto una vera e propria simbologia del terrorismo, che sono state usate come propaganda da entrambi i fronti, e che gli artisti che partecipano alla mostra si sono impegnati a montare e smontare, facendosi delle domande come: quanto sono state manipolate le immagini? E quanto le immagini servono a manipolare? Domande destinate a rimanere senza risposta, ovviamente, ma che la mostra dal titolo „unheimlich vertraut“, che si potrebbe tradurre „inquietante e familiare“ – ha il merito di porre. Se si vuole visitarla, però, bisogna preprarsi a leggere (tanto) in tedesco o in inglese; sennò, come spesso nell’arte contemporanea, si rischia di perdere l’essenziale.

“Unheimlich vertraut-“, fino a domani, c/0 Berlin,

Oranienburger Str 35/36 . 10117 Berlin

http://www.co-berlin.info/programm/exhibitions/2011/unheimlich-vertraut–bilder-vom-terror.htm

 

Cosa fare a Berlino: l’arte dell’Est e dell’Ovest alla National Galerie

2 Dic

Ci lascia Christa Wolf, autrice de „Il cielo diviso“, e alla Neue Nationalgalerie di Berlino parte una mostra sull’arte figurativa dei due blocchi che porta proprio questo titolo: Der geteilte Himmel. Ad essere esposte opere di artisti della Germania dell’est e di quella dell’ovest, dal 1945 al 1968, e non solo: da Guttuso a Dan Flavin, ce n’è per tutti i gusti e per tutti gli stili.

Si tratta ovviamente di una mostra in cui la polemica è programmata in anticipo: se gli artisti di uno e dell’altro fronte sono rappresentati con equilibrio; con quale criterio sono stati scelti; con quali criteri sono stati esposti, e perché.

Si tratta comunque di un’ottima occasione per capire lo spirito di un’epoca (una mostra “malinconica”, la definisce per esempio il quotidiano berliense Tagesspiegel) per tastare il polso di un periodo, al di là dei pregiudizi; e per  godersi opere di artisti conosciuti e sconosciuti, dell’est e dell’ovest.

http://www.smb.museum/smb/kalender/details.php?lang=de&objID=29845&p=1

Tutti zitti, siam tedeschi! I bambini e il rumore a Berlino

1 Dic

Le lamentele per il presunto „chiasso“ dei bambini sono internazionali. Ma una peculiarità tutta tedesca – o per lo meno, di una certa categoria di tedeschi – è il fatto di non limitarsi a protestare, ma di voler investire le loro lamentazioni di un’aura pedagogica.

Un esempio lampante mi è capitato pochi giorni fa. Ero con un’amica e sua figlia di pochi mesi in un caffé a Charlottenburg- quartiere di solida e „anziana“ borghesia.  La piccola non piangeva, ma, come molti infanti, chiacchierava per conto suo con suoni – ammettiamolo – sicuramente più alti dei sussurri auspicati dai tedeschi in un luogo pubblico, e giocava assieme alla sua pazientissima mamma a  uno dei giochi preferiti dei bambini al di sotto di un anno: io butto giù il mio ciuccio  e tu lo tiri su, io lo butto giú e tu lo tiri su.

Dopo una ventina di minuti ci si avvicina un’elegante signora sui cinquant’anni. „È insopportabile, mi avete rovinato la pausa pranzo!“, ci dice riferendosi alla bambina. Le faccio notare che non è proibito mangiarsi un panino in un caffé portandosi dietro la propria prole, e che se il rumore le dà fastidio è un problema suo.   Lei risponde: „Ma se  portate qui un bambino  dovete intrattenerlo! (sottointeso: in modo che stia zitto)  Lo dico per voi, come consiglio educativo!“.  Mi chiedo quanto fosse disinteressato il consiglio educativo; e soprattuto cosa avrebbe fatto se avessimo giocato in altro modo con la piccola, magari facendola volare per aria e cantandole ad alta voce qualche canzone…avrebbe chiamato forse la polizia per disturbo della quiete pubblica?

Ma , al di là del singolo episodio, quello dei bambini e del loro rumore qui è un problema davvero molto sentito. Basti pensare che solo da pochi anni il vociare dei bambini è stato dichiarato ufficialmente un fatto normale e non un „rumore molesto“.

Molti però continuano a non pensarla cosi e sui giornali si moltiplicano le notizie di comitati di cittadini che vogliono far chiudere scuole o asili – o non farli proprio nascere – perché sono troppo rumorosi.  Per arrivare agli eccessi della cronaca di quest’estate, quando l’educatore di un asilo, a Kreuzberg, è stato malmenato da un vicino di casa, perché non faceva tacere i piccoli. Casi isolati, certo. E sicuramente non solo tedeschi. Ma soprattutto che non incidono sul fatto che  complessivamente, i bambini, qui, sono trattati bene: basti pensare al numero e allla qualità dei parchi giochi che hanno a disposizione rispetto ai loro coetanei italiani

Comunque, come compito a casa, sia per la signora che per altri suoi conterranei (o in generale per gli adulti), consiglio una lettura approfondita dei diritti dei bambini. E della nuova legge del senato di Berlino, per il quale il rumore dei bambini che giocano è „espressione dello sviluppo infantile“. Come tale da doversi sopportare con santa pazienza.

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