Archivio | agosto, 2013

D come… Deutsch! Imparare il tedesco a Berlino

28 Ago

Una delle domande che mi sento rivolgere più spesso è: “Ma è difficile imparare il tedesco?” Non a caso. Imparare il tedesco è l’ostacolo numero uno per tutti quelli che vogliono vivere a Berlino. E difatto è una lingua che esige pazienza e anche costanza, soprattutto all’inizio. Vedetela così: è una lingua che si lascia conquistare solo dopo una certa resistenza e sarà in grado di stupirvi anche dopo una lunga frequentazione. Non vi annoierà mai. A me, dopo tredici anni e con una certa competenza linguistica, capita ancora di arenarmi su generi maschili e femminili, su coniugazioni inusuali, o su combinazioni di parole molto ardite.
Il lato positivo è che nessuno se ne avrà particolarmente a male. I tedeschi sono comprensivi – anzi, incoraggianti – con chi si sforza di imparare la loro lingua. Non faranno mai finta di non capire perché non avete costruito una frase perfettamente (come può succedere in Francia). Anzi. Si sforzeranno di trovare un senso anche nei balbettii più primordiali.
Ciò non toglie che l’esperienza di essere alle prime armi e di riuscire ad esprimere quello che volete dire solo quando il resto della compagnia è già passato ad un altro tema (o è già andato a casa) è sicuramente frustrante.
Imparare una nuova lingua, e soprattutto il tedesco, è come ritornare ad essere bambini, più indifesi e un po’ imbranati nelle cose più semplici.
Piccoli trucchi: trovate (magari proprio ad un corso) altri stranieri con cui conversare. Rigorosamente in tedesco, ovviamente, mai in inglese! Sarete tutti nella stessa condizione e nessuno si vergognerà dei propri strafalcioni.
Per imparare una lingua stando all’estero, niente di meglio che ascoltare radio e televisione (o programmi su internet). Più scemi sono i programmi, meglio è: sapere più o meno già quello di cui si parla aiuta molto a comprendere. Ma soprattutto non scoraggiatevi.  E sappiate che sarete ricompensati. Anche perché poi il tedesco è una lingua fedele: non ha migliaia di accenti e versioni e nuove creazioni linguistiche come l’inglese. Una volta che lo parlate, lo parlate.

Un’altra piccola riflessione prima di passare ai consigli concreti sui corsi. Molti si chiedono se si può vivere a Berlino senza sapere il tedesco. Per potere, certo che si può. Con un po’ di sforzo si  può quasi tutto nella vita, anche nutrirsi esclusivamente di torte di crauti e vaniglia. Il punto non è se si possa, ma se se sia sensato o costruttivo. Io personalmente non lo credo. Il rischio è quello di non capire il posto dove  si è scelto di vivere e di rimanersene isolati nella propria comunità, o tutt’al più, se si è in grado di parlare bene l’inglese, nella comunità dei new berliner. Può essere più facile, ma senza sapere la lingua di questa città potrete conoscere solo la superficie. E sarebbe un peccato (senza contare che per trovare un lavoro sapere il tedesco è sicuramente un gran vantaggio).

Quindi passiamo al punto due: dove imparare il tedesco a Berlino? Quali corsi di tedesco ci sono?
Anche in questo caso c’è solo l’imbarazzo della scelta, a seconda dei vostri orari, preferenze, quartiere e possibilità economiche.
La scelta fatta più spesso dai nuovi arrivati a Berlino è quella delle Volksochschule, letteralmente l’”Università popolare”, istituzione che in Germania funziona bene ed è molto amata. Le VHS offrono di tutto: corsi di lingue, di computer, danza, cucina….a prezzi molto contenuti.
Per gli stranieri esistono corsi detti “Integrationskurs”, corsi di integrazione, molto intensi (tre o quattro ore al giorno) e che costano pochissimo, 1.50 euro all’ora (per un corso 150 euro, visto che è di 100 ore). La buona notizia è che in quanto membri di un paese dell’Unione europea si ha automaticamente il diritto a frequentarli; la cattiva è che, visto l’enorme afflusso di italiani, greci, spagoli, soprattutto negli ultimi tempi, è difficile trovare posto. Pensate a prenotare per tempo.

Questa la pagina con tutti gli indirizzi e le home page delle 12 Volkshochschule di Berlino.
http://www.berlin.de/vhs/adressen.html
Detto questo, buon tedesco e viel Spaß beim lernen

C come…un cimitero dove prendere il sole sul prato e far giocare i bambini. A Berlino, ovviamente.

23 Ago

C come cimitero e state già facendo gli scongiuri?  Si vede che non avete mai visitato il cimitero che dico io.

Ma bisogna premettere che a Berlino, in generale, anche i cimiteri sono informali. Verdi, curati, piacevoli.

Il più informale di tutti, completo di parco giochi e ragazzi che prendono il sole, è quello dei liberi pensatori (Freireligiöse Gemeinde) nella Pappelallee, a Prenzlauer Berg. La comunità dei liberi pensatori aveva ricevuto alla fine dell’Ottocento questo piccolo appezzamento di terra per seppellire i suoi seguaci. E ora è una oasi di pace e di verde, con le lapidi che fanno quasi da decorazione tra l’erba ben curata, un angolo recintato con la sabbiatoia e l’altalena, e tante panchine dove riposarsi all’ombra degli alberi. Ai liberi pensatori, evidentemente, la compagnia dei bambini che giocano e delle belle ragazze che leggono sdraiate sull’erba piace molto. Sul portone di ingresso spicca il motto della comunità: “Rendi la tua vita bella e buona qui sulla terra, perché l’aldilà non esiste”. Si può discutere di religione fin che si vuole, a me il consiglio pare comunque sensato.

Dicevamo che è raro che i cimiteri a Berlino mettano davvero tristezza. Con l’eccezione dei cimiteri ebraici, pittoreschi e malinconici. I principali sono due: quello più piccolo anche lui a Prenzlauer Berg, nella Schönhauser Alle. E poi uno dei piú grandi di tutta la Germania (40 ettari e più di centomila tombe: dati che danno l’idea di come doveva essere grande la comunità ebraica prima dell’infamia nazista) nel quartiere di Weissensee. È cosi caratteristico, così ricco di storie da raccontare, che la regista Britta Wauer ci ha girato anche un documentario presentato alla Berlinale qualche anno fa. Attenzione (è ovvio, ma meglio ricordalo): i cimiteri ebraici sono chiusi il sabato. E per rispetto gli uomini si devono coprire il capo, entrando.

Se invece volete andare a trovare qualche personalità famosa, come Bertold Brecht, i filosofi Hegel e Fichte, allora l’indirizzo giusto è quello del cimitero del Dorotheenstädtischer Friedhof (Chausseestraße 126). Il cimitero dei liberi pensatori si trova nella Pappelallee, Quello ebraico di Weissensee è nella Herbert-Baum-Straße 45. Quello di Prenzlauer Berg nella Schönhauser Alle, al 22.

C come…Clubs a Berlino!

21 Ago

Ovvio. Per molti visitatori o nuovi arrivati, una delle principali attrazioni della capitale tedesca. Ci sono quelli famosissimi, come il Berghain (con lunghe code e  fior di articoli e blog che consigliano come vestirsi e comportarsi per passare le selezioni all’ingresso); e tanti che nascono e muoiono nello spazio di  poche stagioni, diventati subito dei miti, come per esempio il Bar 25, sulla Sprea, set di un film culto per le generazioni danzanti berlinesi, Berlin Calling.

Ci sono i club per giovani hipsters (vedi Neukölln, i locali sulla Weserstraße) e quelli per i metallari. Ci sono quelli che offrono party per i sopra trenta e anche per i sopra i quaranta. Quelli eleganti e quelli alternativi; quelli dove si va per rimorchiare ed essere rimorchiati, quelli per omossessuali only e quelli dopolavoro. Quelli di musica elettronica (la specialità berlinese) e quelli di salsa o indie o world music.

Un buon sistema per capire quello che può interessare  è cercare di capire quale dj sarà in quale club, per individuare il genere musicale. Perché anche nello stesso posto musica e pubblico possono cambiare parecchio da serata a serata.  E magari può capitare di finire in un posto frequentato da ragazzini che sembrano appena usciti da scuola – a me, a cui non dispiace la musica indie, è successo. E mi sentivo tanto mamma andata a recuperare il pargolo per portarlo a casa…

Insomma, la scelta del club dove andare a ballare non è così semplice: trovare il giusto mix di location, pubblico e musica è alle volte semplice questione di fortuna.

Ma tentiamo un piccolo elenco, quantomeno dei posti “univeralmente” riconosciuti come al top.

Per la musica elettronica il Berghain, Watergate, Week End (al quindicesimo piano di un grattacielo ad Alexanderplatz, con vista meravigliosa); per la musica indie il Lido, a Kreuzberg, e Astra Kulturhaus (i miei preferiti), dove fanno anche concerti sempre interessanti;  per il rock a Kreuzberg il Wild at Heart, e a Mitte il White Trash Fast Food, dove ascolterete musica rock, garage, punk, o il Bassy Cowboy Club, dove il rock è rigorsamente anni Cinquanta e Sessanta.

Per cercare di incontrare i vip (o magari qualche attore durante la Berlinale) le riviste locali consigliano Cookies o il Felix Club, vicino all’esclusivo Hotel Adlon (però non ci sono mai stata).

Ce ne sarebbero ancora tantissimi: troppi. Se avete voglia di suggerire i vostri preferiti, molto volentieri!

E un ultimo piccolo consiglio da insider: non dite mai, mai, mai, “stasera andiamo in discoteca”. Vi guarderanno con perplesso disgusto, come dei ragazzini. A ballare si va esclusivamente nei club (che poi di fatto sono delle discoteche, ma, come diceva Nanni Moretti, le parole sono importanti…) Ed ecco l’elenco dei link dei club nominati sopra.

http://berghain.de/

http://www.water-gate.de/

http://www.week-end-berlin.de/

http://www.lido-berlin.de/

 http: //www.whitetrashfastfood.com

http://www.astra-berlin.de/

http://www.wildatheartberlin.de/

http://www.bassy-club.de/

http://www.cookies.ch/
http://www.felix-clubrestaurant.de/

B come…Biciclette e piste ciclabili a Berlino.

20 Ago

Non sei un vero berlinese se non ne possiedi una. Magari l’hai comprata per poche decine di euro al mercatino delle pulci che si svolge ogni domenica al Mauerpark (con una buona probabilità che sia stata rubata e rivenduta); oppure nuova fiammante da Stadler, uno dei negozi di bici più grandi della Germania, a Berlino con ben due filiali, dove  c’è addirittura una piccola pista con dossi e strisce pedonali  per provare il nuovo mezzo “su strada”.
Ad ogni modo, di prima o seconda mano, la bici a Berlino è un must. Anche perché la città, dalle strade larghe, piatte, e provvista di più di 600 km di piste ciclabili, sembra proprio fatta apposta per loro. Tanto che si calcola che ogni giorno ce ne siano in giro ben mezzo milione. Ma sono possibili anche molte gite in bici nei dintorni di Berlino, nel Brandeburgo. Anzi: per chi è veramente allenato e vuole fare una vacanza molto sportiva è stata da poco completata la prima “autostrada” esclusivamente ciclabile che collega Berlino  a Kopenhagen. E l’amministrazione berlinese continua ad investire per rendere la città ancora più “Bicycle-friendly”.

Se siete in visita solo per qualche giorno, sono moltissimi gli alberghi che offrono il servizio o i noleggi di biciclette, la maggior parte nei quartieri di Mitte, Friedrichshain e Kreuzberg o nei dintorni delle stazioni di Friedrichstrasse o dello Zoo. I prezzi sono di solito abbastnza abbordabili (circa 10 euro al giorno) E ci sono anche visite guidate di gruppo, sempre in bici. Senza contare i “Velotaxi”, specie di risciò berlinesi.

Ma l’intenso traffico di biciclette ha anche le sue note dolenti. I ciclisti berlinesi tendono spesso a ritenersi esenti dalle regole che valgono per le altre vetture, come se andare in bici conferisse loro una sorita di immunità: passano sul marciapiede e vi scampanellano sei voi pedoni osate intralciarli, sfrecciano a tutta velocità con il rosso tagliandovi la strada, e se per caso – da turisti inesperti – siete finiti per caso a piedi su una pista ciclabile, rischiate di brutto. Perché loro non si fermeranno.

Altri piccoli consigli utili: la polizia ogni tanto fa dei controlli a sorpresa. Meglio avere sempre freni e luci in ordine. I bambini possono andare anche sul marciapiede, ma gli adulti teoricamente no: se ci sono dei poliziotti in giro vi faranno scendere, o vi daranno una multa, a seconda del loro umore. Con la bici ovviamente si possono prendere i mezzi pubblici. Date però un’occhiata, sulla S-Bahn e sul treno, per prendere il vagone giusto, contrassegnato dal simbolo –ovviamente – di una bicicletta. E ricordate di prendere un biglietto (ridotto) anche per lei.

Unisco il link (in tedesco ma anche in inglese) di una pagina che vi fornisce automaticamente il percorso ciclabile tra due strade da voi scelte a Berlino…e buona pedalata!

http://www.bbbike.de/cgi-bin/bbbike.cgi

A come…Assicurazione sanitaria in Germania

19 Ago

Cominciamo dal difficile. La spinosa questione dell’assicurazione sanitaria tedesca.

Difficile non solo da capire, ma soprattutto da risolvere, se avete intenzione di rimanere in Germania per più di un anno, di lavorarci, e non avete un lavoro dipendente. Perché dovrete trovare un modo di non far pesare troppo sul portafogli l’assicurazione sanitaria, che sarà a carico vostro.

In Germania esistono due tipi di assicurazione: privata  e pubblica.

La privata non vi riguarda, a meno che non guadagnate un botto di soldi o che non siate ufficialmente nel pubblico impiego (la parola magica: Beamter, impiegato pubblico, che qui è garanzia di un sacco di diritti extra).

Il termine “Assicurazione pubblica” non vi deve però trarre in inganno. Non è lo Stato ad offrirvela (magari gratuitamente, ahah!), ma sono assicurazioni private (in tedesco “Krankenkassen”, casse malattia), convenzionate con lo Stato, da cui voi “comprate” l’assicurazione pagando un contributo mensile che varia molto a seconda della vostra situazione economica.

Di Krankenkassen ce ne sono moltissime, circa 180, dalla AOK alla TK.

Se avete la fortuna di un lavoro dipendente, non ci sono problemi: siete assicurati automaticamente. Una percentuale la pagate voi (viene prelevata automaticamente dalla busta paga),  una il vostro datore di lavoro, e potete scegliere voi la cassa malattia (io personalmente mi trovo molto bene con la TK, ma c’è solo l’imbarazzo della scelta).

Più complicato se siete liberi professionisti, o non avete ancora trovato un lavoro. In quel caso potete sempre scegliere la cassa malattia, ma vi conviene chiedere a diverse di loro, per capire  l’offerta migliore (la maggior parte delle persone che conosco in questi casi ha scelto la AOK); e poi dovrete pagare di tasca vostra, a seconda di quanto è il vostro reddito. Se avete un reddito minimo ci sono alcune facilitazioni, per esempio, nel caso abbiate figli, potete fare un’assicurazione familiare complessiva. Se invece avete il diritto di ricevere l’assistenza sociale saranno gli enti che si occupano di erogarla a risolvere anche la questione assicurazione sanitaria.

Insomma, attenzione: a parte le eccezioni di cui sopra, l’assicurazione sanitaria rappresenterà una spesa non indifferente. Tanto è vero che molte persone che conosco cercano di tirare avanti il più possibile con la tessera sanitaria europea. Ma se volete davvero vivere e lavorare qui (e vi dovete iscrivere all’AIRE, al registro degli italiani residenti all’estero), prima o poi la questione della Krankenkasse la dovrete affrontare…

Per capirne ancora qualcosa di più io ho trovato questo link molto utile: l’opuscolo ufficiale, in italiano e molto chiaro (in formato PDF), dell’associazione federale delle casse malattia pubbliche.

http://www.bkk-bv-gesundheit.de/bkk-promig/fileadmin/template/download/Gesundheitswegweiser/WW-Bund_ital.pdf

 

Info utili anche su:

http://www.justlanded.com/italiano/Germania/Guida-Germania/Salute/Assicurazione-sanitaria

Berlino dalla A alla Zeta.

19 Ago

Di Berlino ce n’è troppa. Troppa da raccontare: luoghi da evitare, posti dove andare assolutamente, miti da sfatare, consigli per viverla meglio, consigli per venire a patti con i suoi lati più ruvidi…E di Berlino ce ne sono troppe: la Berlino di quelli che sono alla ricerca di una vita più vivibile, quelli che vogliono divertirsi, quelli che arrivano qui  alla ricerca dell’eterna giovinezza (salvo poi accorgersi che le rughe ed età li raggiungono anche qui)…senza contare poi loro, i berlinesi, questi sconosciuti. O quelli che vivono qui una vita normale, come in tutti gli altri posti del mondo, e che alle volte si stupiscono di tutto l’hype che circonda la loro città.

Per questo ho deciso di organizzare questo blog in un ABC. Berlino dalla A alla Zeta.  Ogni post una lettera dell’alfabeto. E poi si ricomincia. Cercherò di unire argomenti generali, trucchi, consigli, e anche la mia esperienza decennale quassù. Ma ovviamente sono disponibile (anzi, curiosissima!) se avete suggerimenti e curiosità.

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