Archivio | agosto, 2015

Come passare il pomeriggio lavorando in un caffé di Berlino.

25 Ago

A Berlino c’è un caffè che si chiama Oberholz dove la gente arriva, ordina un cappuccino o un caffè, attacca il proprio device (computer, tablet, cellulare) alla corrente e hop: ci passa ore e ore, come se fosse in un ufficio. Probabilmente ce ne sono molti, di posti così: io conosco questo perché esiste da tanto tempo e perché non è troppo lontano da casa, e io uso Berlino come una vera berlinese, ovvero esco molto malvolentieri dal mio quartiere, e solo quando sono costretta.

Detto questo, io ogni tanto vengo ci vengo a lavorare, non perché ci lavori particolarmente bene, ma, citando Moretti, per fare cose e vedere gente. Soprattutto per vedere gente, perché sembra un un po’ di stare in un telefilm americano. Se non facessero entrare anche me penserei che fanno dei test d’ingresso e chi non corrisponde ad un certo canone di altezza, forma fisica e bellezza viene respinto con gentile fermezza. Invece non è così. Siamo pochi, stoniamo, ma ci siamo. Forse ci fanno entrare random, noi che siamo decisamente al di sotto (della statura) e al di sopra (del peso)?

Ad ogni modo, oggi ho notato una cosa che mi ha spaventato molto. Il signore di fronte a me, che sembra il capitan Picard nei suoi giorni migliori, sta corrispondendo per video su skype con la figlia (o la fidanzata, non si sa mai). E qual è il punto? È bellissima anche la figlia (o la fidanzata). Lo stesso identico schema delle ragazze che mi circondano: capelli lunghi, riga in mezzo, ovale perfetto, occhioni, collo da cigno. Lo stesso schema dei telefilm americani. A questo punto mi sta venendo un dubbio: ma sono tutti veri? O sono finita in un truman show curato fino nei più minimi dettagli e queste sono tutte comparse? L’ipotesi non mi dispiacerebbe. Significherebbe che sono io quella normale, mica loro. Ma mi sa che non è così.

(P.S.: se corrispondete allo schema tipo e volete bervi un caffè da Oberholz, lo trovate a Rosenthaler Platz. Ma non vi fate troppe illusioni di cuccare/essere cuccati: qua la maggior parte della gente non stacca il viso dallo schermo. Al massimo qualche occhiata fuggitiva e non troppo ridente).

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