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E a Berlino arrivò l’aperitivo italiano….

6 Nov

Un’amica tedesca mi ha fatto notare come noi italiani, all’estero, passiamo il nostro tempo a incontrare altri italiani. Insomma, scappiamo dall’Italia ma poi non possiamo fare a meno di frequentare in continuazione i nostri connazionali e ricreare il più possibile le nostre abitudini. Siamo come le lumache, solo che al posto del guscio ci portiamo dietro barattoli di caffè e taniche olio dop – e se possiamo anche amici, parenti e abitudini di vario genere..
Sarà un bene, sarà un male? Io so solo che sono molto contenta che finalmente a Berlino sia arrivata un’abitudine italianissima di cui avevo particolarmente nostalgia: l’aperitivo. Non il semplice cicchetto con due patatine (e che shock, la mia prima volta a Berlino, quando le noccioline cui avevo chiesto di accompagnare il bicchiere di vino me le avevano fatte pagare cinque marchi, per poi però consigliarmi di portare via quelle avanzate avvolte in un tovagliolo…). No, ora si tratta di un aperitivo di tutto rispetto, con buffet, pasta, formaggi, frittatine, crocchette e affettati, proprio come da tradizione milanese.
A offrirlo sono diversi bar, ma l’unico che ho provato (affezionandomi subito, e quindi sono rimasta lì) è il caffè Monelli. Perché proprio lì? Perché il vino è veramente buono (e non è scontato, a Berlino, trovare un bar con un vino di qualità); gli stuzzichini ottimi; il personale al banco simpatico. E poi perché il bello dell’aperitivo tradizionale è anche tirar tardi facendo quattro chiacchiere con i proprietari e gli altri clienti abituali.
Lo ammetto: sarà pigrizia, sarà che parlare e scherzare nella propria lingua è sempre un momento di relax, sarà che i sapori di casa sono sempre i più buoni: ad ogni modo sono ben contenta che vicino a casa mia si sia stabilita una piccola enclave italiana, tra il caffè napoletano, la pizza romana, e l’aperitivo milanese. E che il mio venerdì berlinese abbia una bella abitudine in più.
L’happy hour al bar Monelli è solo il venerdì sera, a partire dalle 19. Attenzione: si mesce anche dopo, ma gli stuzzichini ci sono solo fino alle 22.

Caffè Monelli
Greifenhagener Straße 53, 10437 Berlin
http://www.caffemonelli.de

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Caffé, frozen yogurt e relax: il bar “Con calma” a Prenzlauerberg

18 Set

Va bene: veramente il frozen yogurt è adatto all’estate, e non a questo scorbutico anticipo di autunno berlinese. E davanti al caffé “Con calma”, nella tranquilla piazza di Arnimplatz, già ingialliscono le foglie degli alberi. Ma se volete far finta che l’estate continui, oppure semplicemente mangiarvi, appunto in tutta rilassatezza, un coppa di yogurt gelato con frutta fresca e decorazioni di ogni tipo (si chiamano toppings, mi dicono i proprietari), siete nel posto giusto. Mio figlio non resiste allo yogurt (sano e a base biologica) con una cascata di smarties e caramelline (meno biologici, ma per un ottenne golosamente imperdibili). Io non resisto alle torte e ai cornetti, soprattutto a quelli con la crema pasticcera, introvabili nelle panetterie berlinesi. “Con calma” è appunto il posto ideale per prendersela con calma, tanto è vero che in un angolo del caffé troverete sempre qualche ragazzo o ragazza sprofondato in un libro e dimentico di tutto, tranne che del proprio cappuccino. Se invece siete più in vena di chiacchierare i propietari, una coppia di napoletani e una tedesca, vi racconteranno le ultime news del quartiere; e potrete sperimentare il buffo mix di culture tipico di Berlino, l’angolo di città che, pur appartenendo alla trendyssima Prenzlauerberg, mantiene ancora il fascino discreto dell’est, le case liberty un po’ scrostate e un po’ rinnovate a colori pastello, bambini, studenti, operai in tuta blu e dulcis in fundo un buon caffé napoletano.

Caffé “Con calma”
Schönfließer Straße 16
10439 Berlin
030 26347418

Pizza… anche a Berlino!

2 Mar

Siete in visita a Berlino e non potete fare a meno di mangiarvi una pizza? Oppure siete ormai berlinesi assimilati, ma non troppo, e volete respirare di nuovo un po’ di Italia? O siete tedeschi che vogliono mangiarsi una pizza verace?

Il menù della magica

Io sono affezionata cliente della pizzeria ‘A magica, tanto affezionata che, lo ammetto, non posso essere troppo obiettiva. A me piace l’atmosfera, mi piace la leggera caciara che c’è, le tovaglie di carta che i bambini possono pasticciare con le matite colorate, il fatto che ai suddetti pargoli vengano regalati ogni tanto dei pezzi di pasta con cui giocare per ingannare l’attesa, il fatto di poter fare due chiacchiere col personale, e poi ovviamente mi piace la pizza – che è romana, mi dicono gli esperti, e non napoletana, ma io sono del nord Italia e queste sottigliezze non le capisco, per me è buona e basta. Consigliata ad adulti e bambini, se andate tra le sette e le otto o durante il fine settimana è meglio prenotare. (nig)

Pizzeria ‘A magica, Greifenhagenerstr. 54, Berlin, U+ S-Bahn Schönhauser Allee, Tel. 030 22808290

Tedeschi e napoletani, polletti e pollastri al ristorante “Henne”

20 Feb

I miei amici napoletani lo chiamano „Il polletto“ o „Il pollastro“. Lui di fatto si chiama Henne, ovvero “pollo” in tedesco, ed è uno dei ristoranti più tradizionali di Berlino. La particolarità è che il menu comprende solo pollo fritto, insalata di patate, insalata di crauti, e al limite qualche wurstel – il tutto innaffiato da tanta birra. Due sono le condizioni per andare a mangiare da Henne: non avere fretta (il locale, soprattutto nel fine settimana, è affollatissimo, non accettano prenotazioni e vi può capitare di dover aspettare abbastanza a lungo) e soprattutto non essere a dieta. La parte femminile della tavolata non nasconde un brivido di sgomento a vedersi servire un mezzo pollo dalla croccante, grassissima pelle fritta, e un’insalata di patate affogata nella maionese; la parte maschile butta da parte le forchette e si mette alacremente all’opera con le mani. A fare da sfondo un locale tedesco proprio come quelli che ci si aspetta, poco pretenzioso e accogliente, con le tovaglie a quadretti e ampi soffitti, che invoglia alla chiacchiera. Così il nostro gruppo misto di napoletani, lombardi e tedeschi si imbarca in una discussione sul differente modo di usare i termini “amico” e “conoscente” nelle due culture. L’italiano tende a chiamare quasi tutti amici, o amici di amici, e lascia la qualifica di “conoscente” per pochi antipatici. Per i tedeschi invece sono tutti conoscenti, fino a prova contraria; insomma, ci pensano per bene prima di far passare qualcuno dalla schiera dei “Bekannten” a quella eletta dei “Freunde”. Arriviamo alla conclusione che per gli italiani ci sono molti amici e pochi conoscenti, mentre per i tedeschi ci sono molti conoscenti e pochi amici. Ma di fatto distinguere è difficile in tutte le lingue. Quand’è che un conoscente diventa amico, quando un amico torna ad essere conoscente? Meglio non pensarci su troppo, ordinare un’altra birra, per cercare di digerire il polletto, e godersi la compagnia di chi c’è, amici o conoscenti che siano. (nig)

Henne, Leuschnerdamm 25, Berlin
http://www.henne-berlin.de

Ma dov’è Strasburgo?

3 Gen

les-plages-d-agnes_fichefilm_imagesfilmQuesto blog è, per espressi intenti, dedicato a Berlino. Con qualche rara eccezione per i dintorni.  Ma siccome io sono l’unica sovrana e despota, almeno in questo piccolo dominio, decido di approfittarne e fare un’eccezione. Oggi scrivo di Strasburgo. Strasburgo, non dico nulla di nuovo, è in Francia, e questo è per una piccola città un innegabile vantaggio. Il centro storico è ancora intatto, non solo dai bombardamenti della seconda guerra mondiale, ma anche dalla catena di Schlecker-Karstadt-Bijou Brigitte che decora tutte le cittadine tedesche. Un altro vantaggio è che i francesi, che a uno stiano simpatici o no  – a me stanno simpatici – amano il cinema. Quindi anche in un posto relativamente piccolo l’offerta di film, non in dvd, non in tv, ma dico davvero al cinema, è molto ampia. In una sera freddissima sono capitata quasi per sbaglio in una sala dove proiettavano l’ultimo film di Agnès Varda, che si chiama “Les plages d’Agnès”, “Le spiagge di Agnès”. Era il primo film della Varda che vedevo, quindi figuratevi l’interesse per la sua autobiografia in versione film: l’ho scelto semplicemente per la parola “spiagge” nel titolo e perché l’orario di proiezione si adattava perfettanente al programma della serata, preparandomi a un possibile dolce sonnellino. Invece sono rimasta sveglia. Sveglie e contenta. Perché la Varda, ormai ottantenne, anche se alle volte cade un po’ nel ridonante e  nell’omaggio a sé e ai propri amici, sa creare immagini che sono un tripudio per gli occhi. Sa giocare con loro come in una scatola magica, sa spiazzare e girarle come in un carosello. Da dove si scende con l’impressione che in fondo giocare è sempre possibile, anche a ottant’anni. Guardare le cose in modo diverso, guidare auto di cartone, infilare gatti giganti là dove ci dovrebbero essere monumenti ufficiali, sfondare il muro cieco di un cortile con un quadro e uno specchio. E questo per la parte spirituale.

Per la parte materiale – ma se aveste bevuto il vino che ho bevuto io, sareste disposti ad ammettere che un lato spirituale ce l’hanno anche il mangiare e il bere –  consiglio il ristorante “La cloche à fromage”, dedicato appunto al formaggio in tutte le sue declinazioni. Non è una brasserie, i prezzi sono un po’ più alti, ma per una volta ce lo si può concedere, almeno per il menù a pranzo. Antipasto e dieci tipi di formaggi, da degustare con un buon rosso e secondo le rigorosissime indicazioni della cameriera, per apprezzarli in pieno. Berlin mon amour, da questo punto di vista hai ancora tanto da imparare.

 

“Les plages d’Agnes”, Francia 2008, di Agnès Varda

La cloche à fromage, 27 rue des Tonneliers, Strasbourg.

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