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Arte contemporanea a Berlino: comincia oggi la Berlin Art Week. Ma intanto spariscono i piccoli atelier.

11 Set

Una settimana, cento gallerie, un unico biglietto a 28 euro. Questo il programma della Berlin Art Week che comincia oggi per terminare il 16 settembre. Tra gli espositori soprattutto i grossi nomi del panorama dell’arte contemporanea berlinese: per esempio c/o, specializzata in fotografia, con Mario Testino; la fiera d’arte di abc, art berlin contemporary; oppure la più politicamente impegnata KW, con l’artista egiziano for Wael Shawky che propone una riflessione sui cambiamenti in atto nel mondo arabo. Fin qui, tutto bene: ma non mancano le voci critiche. Come chi fa notare che queste manifestazioni non danno visibilità alle gallerie che rappresentano gli artisti „minori“, quelli che non hanno raggiunto ancora la fama. E la Berliner Zeitung, a questo proposito, scrive che proprio mentre si inaugura la Berlin Art Week il Senato berlinese sta facendo proprio tutto il contrario che aiutare il microcosmo degli artisti che vivono nella capitale. Per esempio i piccoli ateliers della Rosenthaler Straße, finora sponsorizzati proprio dal comune di Berlino, spariranno per far posto a più lucrative camere di ostello; così come nella Landsberger allee, sul Charlottenburger Ufer e nel Wedding chiuderanno laboratori e ateliers per venire sostituiti da appartamenti di lusso e alberghi. Come a dire: la tanto discussa gentrification sta arrivando anche qui.

Il programma della Berlin Art Week lo trovate qui:

http://www.berlinartweek.de/en/berlin-art-week.html

Cosa fare a Berlino: le immagini del terrorismo in una mostra fotografica

3 Dic

Finisce domani a Berlino una mostra fotografica difficile – nel senso di non piacevole, impegnativa – ma interessante.

Si tratta di un percorso di riflessione, attraverso le opere di diversi artisti contemporanei, sul rapporto tra il terrorismo e la sua rappresentazione in immagini: e quindi si tratta di ripercorrere momenti che hanno segnato la nostra epoca (l’undici settembre, naturalmente, ma anche le olimpiadi di Monaco del 1972, o gli attentati della RAF e delle Brigate Rosse) non solo „rivivendoli“ emozionalmente attraverso le fotografie che li hanno fatti diventare parte dell’immaginario collettivo, ma facendosi delle domande proprio su queste fotografie. Che hanno creato appunto una vera e propria simbologia del terrorismo, che sono state usate come propaganda da entrambi i fronti, e che gli artisti che partecipano alla mostra si sono impegnati a montare e smontare, facendosi delle domande come: quanto sono state manipolate le immagini? E quanto le immagini servono a manipolare? Domande destinate a rimanere senza risposta, ovviamente, ma che la mostra dal titolo „unheimlich vertraut“, che si potrebbe tradurre „inquietante e familiare“ – ha il merito di porre. Se si vuole visitarla, però, bisogna preprarsi a leggere (tanto) in tedesco o in inglese; sennò, come spesso nell’arte contemporanea, si rischia di perdere l’essenziale.

“Unheimlich vertraut-“, fino a domani, c/0 Berlin,

Oranienburger Str 35/36 . 10117 Berlin

http://www.co-berlin.info/programm/exhibitions/2011/unheimlich-vertraut–bilder-vom-terror.htm

 

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