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Persi ad Amburgo: una mostra fotografica

8 Ago

Questa volta andiamo ad Amburgo. Anzi, non ci vado io, ma il giornale Berliner Zeitung, che dedica un articolo entusiasta alla mostra fotografica „Lost Places“ alla Hamburger Kunsthalle.

Lost places, luoghi perduti, luoghi abbandonati, luoghi dove si vive senza poterci veramente vivere, dove sono successi dei drammi, o dove semplicemente non si vive più: asili chiusi, hotel dove ora vivono migliaia di senza tetto, baracche, prigioni abbandonatae. Ci sono visioni di città notturne, i sobborghi di Düsseldorf e le Vele di Scampia. Immagini, avverte il giornalista della Berliner, disturbanti: ma belle. Date un’occhiata alla galleria fotografica che offre il giornale, se volete farvi un’idea.

http://www.berliner-zeitung.de/kultur,10809150,16827876.htm

 

Hamburger Kunsthalle. Fino al 23 settembre.

Cosa fare a Berlino: le immagini del terrorismo in una mostra fotografica

3 Dic

Finisce domani a Berlino una mostra fotografica difficile – nel senso di non piacevole, impegnativa – ma interessante.

Si tratta di un percorso di riflessione, attraverso le opere di diversi artisti contemporanei, sul rapporto tra il terrorismo e la sua rappresentazione in immagini: e quindi si tratta di ripercorrere momenti che hanno segnato la nostra epoca (l’undici settembre, naturalmente, ma anche le olimpiadi di Monaco del 1972, o gli attentati della RAF e delle Brigate Rosse) non solo „rivivendoli“ emozionalmente attraverso le fotografie che li hanno fatti diventare parte dell’immaginario collettivo, ma facendosi delle domande proprio su queste fotografie. Che hanno creato appunto una vera e propria simbologia del terrorismo, che sono state usate come propaganda da entrambi i fronti, e che gli artisti che partecipano alla mostra si sono impegnati a montare e smontare, facendosi delle domande come: quanto sono state manipolate le immagini? E quanto le immagini servono a manipolare? Domande destinate a rimanere senza risposta, ovviamente, ma che la mostra dal titolo „unheimlich vertraut“, che si potrebbe tradurre „inquietante e familiare“ – ha il merito di porre. Se si vuole visitarla, però, bisogna preprarsi a leggere (tanto) in tedesco o in inglese; sennò, come spesso nell’arte contemporanea, si rischia di perdere l’essenziale.

“Unheimlich vertraut-“, fino a domani, c/0 Berlin,

Oranienburger Str 35/36 . 10117 Berlin

http://www.co-berlin.info/programm/exhibitions/2011/unheimlich-vertraut–bilder-vom-terror.htm

 

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