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Bionda, scema e anche saggia: una sorpresa tra i libri più venduti in Germania

7 Dic

I tedeschi sono famosi per essere appassionati lettori. Tanto più inquietante – o consolante, a seconda se si soffra o meno di un complesso di inferiorità nei confronti del loro bagaglio culturale – andare a guardare nel dettaglio la classifica dei libri più venduti. Tra i romanzi, niente di particolare. Più curiosa invece, per capire come anche qui il mondo della televisione stia conquistando quello dell’editoria, la classifica dei saggi.

Accanto alla biografia di Steve Jobs e alla solita intervista all’ex cancelliere Helmut Schmidt, troviamo nei top ten un libro dal titolo, molto indicativo, di „Sii furba, fai finta di essere scema“ („Sei schlau, stell dich dumm“) di Daniela Katzenberger. Frau Katzenberger è una starlet televisiva che rappresenta il prototipo – conquistato a colpi di chirurgia plastica con operazioni anch’esse documentate in televisione – della formosa bionda scema. Che ha fatto carriera proprio su questo personaggio, tanto da conquistarsi uno show tutto per sé.

Sarà una scema che finge di essere intelligente o un’intelligente che fa finta di essere scema? Ai posteri l’ardua sentenza. Molto furbi, ad ogni modo, non sono i compratori del libro, che si ritrovano a leggere frasi in forma di diario, con titoletti in rosa, del tipo: “Del mio primo giorno di scuola non ci sono foto, peccato”. Oppure “Vorrei avere una figlia. E quando uno vuole una cosa tanto tanto, allora succede. Quando succederà, la chiamerò Cheyenne”.

Bhe, però non devono lamentarsi: lei l’aveva detto. Di far finta di essere scema. Perché aspettarsi altro?

Di cosa si parla in Germania: il terrorismo neonazi

17 Nov

Mentre in Italia si parla del nuovo governo e delle sue possibilità di sopravvivenza, le prime pagine dei giornali tedeschi si occupano di tutt’altro: dei tre terroristi neonazi che negli ultimi 13 anni hanno ucciso otto turchi, un greco (tutti piccoli commercianti) e una poliziotta tedesca.

Sono molte le questioni che la Germania si pone: il fallimento dei servizi segreti, incapaci, nonostante i 24 fascicoli sui tre, di identificare gli assassini e la loro matrice politica; il ruolo dei cosiddetti „infiltrati“ dei servizi segreti; la necessità di coordinare le informazioni a livello federale (ed è veramente inquietante apprendere che finora non sia stata creata una banca dati centrale sugli attivisti di estrema destra); e di nuovo la possibilità o meno di proibire l’NPD.

Ma al di là di tutte queste legittime e pressanti questioni, e il soffermarsi sui dettagli macabri, come il video trovato nell’appartamento in cui due dei terroristi si sono suicidati, dove immagini degli assassini sono montate con quelle della pantera rosa, c’è un’altra domanda che non solo i parenti delle vittime, ma anche una parte della comunità turca e della Germania si pone: come mai, per un lungo periodo di tempo, le vittime sono stati i primi sospettati? Come mai, automaticamente, si è pensato (e indagato) sulla mafia, su problemi di debiti, di regolamenti di conti interni alla comunità, e non si sono seguite altre piste? Anche questa è una domanda che attende risposta. E su cui si può riflettere a lungo.

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