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Cosa fare a Berlino? Una passeggiata per Kreuzberg

14 Set

Una passeggiata per una zona della città che non si percorre tutti i giorni, con il privilegio di non avere nessuna meta e nessun appuntamento: uno dei lussi a basso costo che mi piace concedermi ogni tanto. E Berlino, se si ama camminare svoltando a destra e a sinistra secondo l’estro del momento, è un buon posto dove stare.

Prima di tutto perché si è abbastanza sicuri che prima o poi si arriverà a una fermata del bus o della metro che ci riporterà sani e salvi a a casa; poi perché, a qualunque ora e in qualunque quartiere, sulla strada si incontrerà sicuramente un ristorantino o un chiosco dove rifocillarsi, magari con un kebab dall’aspetto inquietante, ma comunque saziante; e poi, soprattutto, perché Berlino varia spesso. Nel giro di poche vie potete trovare dei mondi lontanissimi: come a Kreuzberg.

Se vi incamminate da Hermannplatz per il Kotbusser Damm troverete una piccola appendice di Istanbul: chioschi che arrostiscono semi di zucca e castagne, donne velate che vanno a prendere i figli alla scuola islamica, negozi di frutta e verdura con una scelta cosí vasta che sembra di essere tornati in Italia, agenzie di viaggio, insegne di dottori, di avvocati,tutto in turco, parrucchieri dove sulla soglia attendono donne dalle ciglia improbabili e capelli cotonati, come in un film anni Settanta. E poi girate a sinistra verso la Schönleinstrasse e arrivate nella Dieffenbachstrasse. Dove è ambientato uno dei libri per bambini più belli che ho mai letto (solo in tedesco, purtroppo): la storia dell’amicizia tra Oskar, intelligente e solo, e Rico, con un lieve ritardo mentale. La storia è cruda, divertente, triste e molto ironica, secondo il vero spirito berlinese. E le descrizioni della strada, con il suo microcosmo di immigrati, famiglie borghesi, prostitute, studenti e negozi, vivacissime. Anche qui però molte cose sono cambiate: la Dieffenbachstrasse, lunga e ombreggiata da ippocastani, si è riempita di negozi sfiziosi e locali altrettanto sfiziosi. Ma mantiene quell’aria un po’ decadente, non rifatta, ancora tipica di Kreuzberg. Se poi girate a sinistra nella Grimmstrasse salirete – metaforicamente, in senso sociale, – sempre più su: ci si avvicina al canale, al Paul Linke Ufer, con il famoso Admiralsbrücke, il ponte dove la sera si radunano folle di ragazzi e turisti, e dove le case costano ormai un occhio della testa. Io ho la fortuna di passarci a un’ora in cui ci sono ancora poche persone; si è appena fatto scuro, nei ristoranti ci sono ancora alcuni tavoli liberi, e il gruppo più folto è quello di spettatori seduto su un prato, in ammirazione di un gruppo di acrobati e musicisti che hanno improvvisato uno spettacolo tendendo alcune funi dai rami degli alberi. Ammetto di rimanere anche io lì a bocca aperta, affascinata. Insomma, se siete a turisti a Berlino: cancellate dalla vostra lista qualche monumento, e riservatevi un pomeriggio di passeggiata libera. Ne vale la pena.

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Istanbul a Berlino: al “mercato dei turchi” a Kreuzberg.

7 Ago

Un po’ di Turchia a Berlino? L’ideale è andare, il martedì e il venerdì, al Maybachufer a Kreuzberg, lungo il canale. Vi aspetta, se andate nelle ore di punta, un caos degno di Istanbul: con Köfte, Döner, pizza turca, verdura e frutta secca di tutti i generi. E coloratissime stoffe. Oltre che naturalmente tutto quello che si trova di solito in un bel mercatino: ninnoli, magliette, borse, oggetti inutili di tutti i tipi, tanto più irresistibili quanto più inutili..A me piace guardare la merce esposta, comprare un po’ di verdura, sentire odori e profumi esotici, ma soprattutto guardare la gente, turisti, tedeschi e turchi, e sentire il fascino della Berlino multietnica. Un piacere tutto gratuito.

(La foto che vedete, musicisti al mercatino, è di Andrea Ostinelli. Grazie :-))

http://www.tuerkenmarkt.de/

Balli latinoamericani a Berlino

28 Feb

L’inizio non è dei più promettenti. L’ingresso di un palazzo un po’ così, un corridoio imbiancato illuminato al neon con odori di cucina non proprio appetitosi, una scala che va in uno scantinato. E nello scantinato un locale da vecchia Berlino ovest, un po’ anarchica, un po’ improvvisata, un po’ odorosa di muffa: la Cueva. Siamo venuti per sentire un concerto di musica cubana e paghiamo perplessi i cinque euro di ingresso. La sala del concerto è già pienissima, così prendiamo posto in un privé poco da spumante e vip e molto da autonomi: vecchie sedie da rigattiere, tende da doccia, un tavolino coperto di pizzo di plastica, tutto talmente umido che non viene nemmeno voglia di togliersi il cappotto. Poi arriva la band. Si chiamano Sonido Tres, sono tanti, otto, tutti belli da vedere, con le loro facce piene di musica, un cantante che sembra uscito direttamente da Buena Vista Social Club, il front man color nocciola che si muove come un gatto, il chitarrista dai denti splendenti. Suonano che ti scordi dove sei, che ti scordi la metropolitana e il grigiore di Moritzplatz e Berlino che a febbraio dà proprio il suo peggio. Prima o poi si mettono tutti a ballare: quelli che conoscono i balli latinoamericani e quelli che improvvisano, quelli che ballano sempre e quelli che non ballano mai. Alle volte è bello improvvisare, qui ci torneremo di sicuro. (Nicoletta Grillo)

La Cueva, Oranienstrasse 159
http://www.lacueva-berlin.de
http://www.sonidotres.com

Foto di Fabio Esposito

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