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Scarpe piene di cioccolatini? Ovvio: domani a Berlino si festeggia Nikolaus!

5 Dic

Lucidate per bene le scarpe, se vivete in Germania, e sistematele fuori dalla porta: stanotte passa Nikolaus e, se siete stati bravi, vi lascerà qualche dolce o pacchetto nelle calzature. Non aspettatevi troppo, però: come la nostra Befana, Nikolaus è un po’ un parente povero di Babbo Natale. Non gli hanno riconosciuto nemmeno una giornata di festa, e i regali sono pochi e più che altro simbolici.

Ma lo stesso i bambini aspettano con impazienza il sei dicembre. In realtà non sanno nemmeno bene chi sia questo misterioso personaggio, che è uguale a Babbo Natale, almeno per come è rappresentato, eppure è un’altra persona. Di fatto era un vescovo di una città turca, con la encomiabile abitudine di dividere i propri beni con i poveri: li portava però nottetempo, di nascosto, per non essere riconosciuto.

La Befana invece in Germania non passa (a parte una deviazione per i bambini multikulti, come il mio, che ricevono regali sia il sei dicembre che il sei gennaio). E ovviamente, proprio come la Befana, Nikolaus privilegia i piccoli. Ma non sempre: a me, qualche anno fa, è successa una cosa veramente inaspettata. Avevo l’abitudine, molto tedesca, di lasciare gli stivali inzaccherati sullo zerbino fuori dalla porta, e una mattina del sei dicembre me li sono misteriosamente ritrovati pieni di cioccolatini…Dei vicini molto simpatici o ero stata particolarmente buona e Nikolaus ha deciso di premiarmi?

Natale a Berlino: la corona dell’Avvento

26 Nov

Come come? Volete diventare dei berlinesi doc e no n avete ancora comprato la corona dell’avvento?

No, non ho detto calendario dell’avvento – quello è ormai internazionale – ho detto corona:  l’Adventskranz, rami d’abete intrecciati e decorati con frutta secca e provvisti di quattro candeline. Ogni domenica dell”avvento, al calare del buio, se ne accende una, e si canta „Advent Advent, ein Lichtlein brennt“, „Avvento avvento, arde una lucina“…

Sì, lo so, può sembrare altamente kitsch – come tutto ciò che è natalizio, in fondo.  Ma quando si sperimenta il lungo e buio inverno del nord Europa, ogni modo per rendere i pomeriggi più piacevoli è il benvenuto.  E allora, fuori:  alla ricerca della perfetta corona dell’avvento, assieme ad altri centinaia di ritardatari che, come me, oggi vanno alla carica di fioristi e centri commerciali. Un po’ stressante, certo: ma anche un’occasione per fare una specie di test della personalità agli altri avventori.

Ci sono i duri e puri: quelli che comprano solo i rami d’abete, e le candele, e poi affettano le mele e le arance e le fanno seccare, per poi montare il tutto.  La corona d’avvento fai da te.  I primi anni che ero qui lo facevo anche io:  con grande dispendio di energia e di tempo.

Poi ci sono quelli mezzo e mezzo:  comprano la corona già fatta e la decorano loro.  Questo è stato il mio secondo periodo:  difficile però fissare le candele ai rami, tanto è vero che oggi mi sto decidendo al grande passo. Comprarne una già fatta, comprese candele, fiocchetti, angioletti, rametti di cannella, arance e via dicendo… L’ideale per i pigri, o quelli che, come me, avanzano sempre tutto all’ultimo momento. Ma mi devo sbrigare: sennò rimangono solo le più care. E anche voi, presto. Datevi una mossa. Domani è già la prima domenica dell’avvento.

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