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Bene e male: ballare e mangiare da Clärchen Ballhaus

8 Dic

Nascosto nel mezzo di Berlino, dove i turisti in sciami rimangono prima a faccia in su a guardare le decorazioni dei cortili di Hackescher Markt per poi appiccicare i nasi alle vetrine dei vari adidas, carhartt e sisley, c’è un posticino chiamato Clärchen Ballhaus: ovvero la sala da ballo “Claretta”.

Il posto fa giustizia al suo nome: un misto di kitsch e atmosfera retrò in un signorile palazzo ancora molto “DDR”, cioè dalla grigia facciata romanticamente sgretolantesi dietro un giardino un po’ selvaggio. A dimostrare il gusto per la tradizione il locale, aperto dal 1913, offre la domenica pomeriggio il tè danzante, il martedì il tango e il mercoledì lo swing. Il venerdí e il sabato invece possono osare entrare anche i comuni mortali come me, troppo scoordinati per muoversi in coppia, a ballare su musica rock senza troppe pretese (anche dal vivo). ballhaus_01

Ma da Clärchen non è la qualità della musica che conta; a renderlo particolare è l’atmosfera. La prima volta che ci sono andata sono rimasta conquistata dell’elegante vecchietto al guardaroba, con un papillon di seta verde, e del buttafuori che invece di grugnire tiene la porta aperta alle signore e sorride. Probabilmente a causa di questa insolita gentilezza all’ingresso, l’interno è affollatissimo e caldissimo. Nel salone, dalle pareti coperte di lamè, c’è di tutto: coppie di una certa età che hanno evidentemente sbagliato serata, ragazzini che festeggiano il compleanno, turisti di ogni nazionalità e in generale gente che ha voglia di divertirsi senza troppe complicazioni. Tra la folla danzante scivolano camerieri e portano sui vassoi enormi fette di torta – già, perché Clärchen è anche ristorante. Purtroppo però quel che vale per la sala da ballo – ovvero il buon umore e un certo rilassato nonsoché – non vale per il ristorante, dove i camerieri fanno a gara di arroganza e spocchiosità. Vero che a Berlino i concetti di “servizio” e “cortesia col cliente” non sono ancora stati compresi fino in fondo, ma da Clärchen si esagera: il cameriere porta l’ordinazione sbagliata e rimprovera il cliente che non è stato abbastanza chiaro; la tovaglia vecchia macchiata di vino non viene cambiata, e non bisogna protestare; chi osa fare una richiesta che disturba la calma nirvanica del personale viene ironicamente redarguito. Il cibo è buono, ma se una persona è appena relativamente suscettibile la digestione viene irrimediabilmente rovinata da un travaso di bile – tanto è vero che ieri sera siamo fuggiti ancora prima di ordinare, inseguiti dal cameriere che ci consigliava, avendo noi tanta fretta e pretese, di andarcene pure da Mc Donalds: una buona idea. 

 

Clärchen Ballhaus, Auguststr. 24

Consigliato a: nostalgici e amanti del rock standard (club); masochisti (ristorante).

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