Archivio | Uncategorized RSS feed for this section

Letteratura e democrazia a Berlino

8 Set

leadImage

 

 

È cominciato da poco il Festival di Letteratura di Berlino. Con una novità importante: ad affiancarlo, in questi tempi sempre più bui,  un festival parallelo dedicato alla democrazia e alla libertà. Con letterati, ma anche politici, giornalisti (tra cui Can Dündar, ex redattore del quotidiano Cumhuriyet ora in esilio in Germania), attivisti, e, via internet, anche Edward Snowden.

 

Qui i nutritissimi programmi, in inglese

http://www.literaturfestival.com/aktuelles-en?set_language=en

http://www.literaturfestival.com/aktuelles-en/international-congress-for-democracy-and-freedom

 

Via gli artisti dagli atelier della Willner Brauerei a Berlino

20 Lug

willner brauerei

Era un piccolo pezzo di anarchia in un quartiere ormai completamente conquistato dai “bobo”, dalla borghesia bohemien: una serie di atelier di artisti in un vecchio birrificio, la Willner Brauerei, appena un poco più a nord della zona più turistica di Prenzlauer Berg.

Ci sono stata pochi giorni fa, a trovare un’amica che crea gioielli e per vivere fa la guida in un museo. Si respirava un’aria (lo so, sono una nostalgica) come tanti anni fa: porte aperte, una collezione di bottiglie di birra vuote sulle scale, in cortile dei bambini a giocare e artisti griglianti. Ovviamente ogni idillio dura poco, soprattutto in una Berlino dove ormai gli immobili valgono oro: l’immobile è stato venduto e gli artisti dovranno lasciare il loro atelier. Per far posto a cosa?

I nuovi proprietari assicurano che l’area del vecchio birrificio rimarrà accessibile al pubblico, dopo i lavori. E che ci sarà un ristorante. Per ora restano la pizzeria e il biergarten, ma solo fino al 2018. Poi due anni di chiusura totale per lavori.

La Berlino che cambia in peggio: demolire un cinema indipendente per costruire appartamenti di lusso

14 Lug

yorck

La Berlino che cambia: in peggio. Chi vive qui apprezza da sempre la presenza di molti piccoli cinema indipendenti, dalle sedie scalcagnate, le poltroncine polverose, i programmi impossibili. Sale talvolta piccole come un salotto che offrono rifugio ai cinefili nelle lunghe sere invernali con film che non rientrano nei programmi dei multisala.

Un circuito indipendente particolarmente amato è sempre stato quello dei cinema del gruppo Yorck, la cui sala portabandiera si trova a Kreuzberg. Per ora: perché i piani del proprietario dell’edificio, secondo la moda gentrificatrice del momento, è quello di demolirlo per costruire, indovinate cosa? Esatto: un nuovo palazzo con appartamenti di lusso e un garage sotterraneo. Ma c’è un forse: il comune di Kreuzberg/Friedrichshain ha già dato un parere negativo al piano degli investitori. L’ultima parola ora tocca al Senato, che decidersi entro l’estate. Noi facciamo il tifo per il cinema.

[Nicoletta Grillo@berlinodavicino]

 

 

Fotografia a Berlino: il drammatico bianco e nero di Josef Koudelka da C/O

13 Lug

Ennesima estate di pioggia e freddo a Berlino. Ennesimi sguardi sconsolati. Che fare allora? Un buon modo – non tanto per rallegrarsi – ma quantomeno per fare una cosa interessante è andare a vedere la personale del fotografo Josef Koudelka da C/O Berlin. C/O vale un giro già di per sé – è negli edifici anni ’50 dell’Amerika Haus che vedete qui (foto da Wikipedia):

C-O_Berlin_im_Amerika_Haus-2577

Potete bere un caffé al bancone del bar guardando la gente che passa e sentendovi molto cool, e poi, o prima, guardare la retrospettiva di Josef Koudelka, fotografo ceco ormai quasi ottantenne e testimone di eventi storici come la primavera di Praga, la costruzione del muro tra Israele e striscia di Gaza ma soprattutto, come documentato nella mostra, osservatore di un quotidiano spesso drammatico nei paesi in cui è stato in esilio, dopo aver dovuto abbandonare la Cecoslovacchia. Il suo bianco e nero è senza sconti, assoluto: il profilo sperduto di una vecchia in Francia, un uomo immobile che fissa un piccione in Spagna, legni, visi, momenti in cui il fotografo coglie quella sensazione di “esilio”, emarginazione e distacco dal mondo che può cogliere ciascuno di noi. Bellissima; ma magari il caffé bevetevelo dopo, o sostituitelo con una birretta, guardando il cielo grigio di Berlino e ripensando alle fotografie

koudelka

http://www.co-berlin.org/en/josef-koudelka

[Nicoletta Grillo@berlinodavicino]

 

 

 

 

 

Swing a Berlino

9 Mag

Swing a Berlino? C’è solo l’imbarazzo della scelta. La capitale tedesca è particolarmente appassionata di questa forma di ballo scanzonata, allegra, dove sono possibili anche scambi di genere..(non è detto che il leader debba essere per forza un uomo, per esempio).

A parte i moltissimi corsi, ci sono lezioni „drop in“, ovvero lezioni che si possono prendere singolarmente, senza dover fare forzatamente tutto un corso. Ovviamente si impara meno, ma per avere un’idea di cosa si tratta sono l’ideale. E non è necessario nemmeno andare con un partner: a lezione di swing tutti ballano con tutti, a rotazione. E ci sono anche molte occasioni di „social dance“ più o meno gratuite. Tra le più belle, ora che inizia la bella stagione, quella lungo la Sprea, di fronte all’isola dei Musei, al parco Monbijou, il venerdì sera (dopo la lezione per principianti)

Ecco qui alcuni indirizzi utili:

per le lezioni „drop in“ una grande scelta lo offre il gruppo „Swing Patrol“, qui la loro pagina in inglese

http://swingpatrolberlinen.weebly.com/

Un calendario completo settimanale di tutte le manifestazioni, corsi ed eventi che riguardano lo swing lo trovate qui

http://www.swinginberlin.de/

E per chi ha voglia di danzare lungo la Sprea, allo Strandbar del parco Monbijou

http://www.monbijou-theater.de/strandbar-tanz.html

Finiamo con un video. Let’s dance!

Assistenza sanitaria a Berlino

25 Apr

Qualche consiglio pratico, visto che parlo fin troppo spesso di letteratura, cibo e altre amenità. Anzi, visto che sono pigra, i consigli, se siete a Berlino, ve li faccio dare dagli altri. Mercoledì 27 aprile si parlerà di un tema che sta molto a cuore (o sta molto sullo stomaco, a seconda) degli stranieri che si trasferiscono qui: l’assistenza sanitaria. Come funziona, come assicurarsi, casse malattia privata o pubblica, e quale? Argomenti che fanno venire il mal di testa a molti. Quindi, prima di farvi venire delle crisi di nervi che poi non sapreste come curare perché non avete assistenza sanitaria, o avete ancora la tessera italiana e non sapete se vi copre anche le crisi di nervi, vi consiglio vivamente di partecipare alla serata organizzata dal Comites Berlino in collaborazione con l’Ambasciata, l’AOK Nordost e l’associazione Salutare e.V.

21 Apr

L’illustrazione per ragazzi a Berlino.

Se vi piace l’illustrazione per ragazzi, che in  Italia gode di lunga e onorata tradizione,FB_IMG_1461228649651 non perdete la mostra organizzata dall’Istituto italiano di cultura di Berlino, con opere di autori del calibro di Lorenzo Mattotti e Roberto Innocenti, ma anche di “emergenti” come Mara Cerri, Olimpia Zagnoli e molti altri.

L’inaugurazione di “L’illustrazione per ragazzi: eccellenze italiane” è giovedì 21 aprile 2016, ore 19, presso l’IIC di Berlino, Hildebrandstrasse 2. Al vernissage partecipano anche Mara Cerri, la curatrice Anna Castagnoli e il giornalista del Sole 24 Ore Stefano Salis.

Primavera a Berlino e pruni in fiore: ora di togliersi il cappotto e uscire di casa.

4 Mag

523595_10202580755733841_27207313_n

La primavera a Berlino è quando esci di casa con il tuo cappotto, memore del freddo intenso che faceva la sera prima,  e improvvisamente inizi a sudare, a toglierti la sciarpa, a legarti il maglione in vita, e attorno a te in metropolitana ti accorgi di gente vestita in modo schizofrenico: donne in pareo e infradito, donne con il piumino, uomini in bermuda e maniche corte, uomini in impermeabile e sciarpa.. Insomma, guardare dalla finestra come sono vestite le persone non è un buon modo per stabilire la temperatura. Anche perché, diciamocelo, la temperatura cambia in continuazione ed è davvero difficile starle dietro.

Però c’è una cosa che accumuna tutti i berlinesi, nuovi e vecchi, appena spunta un raggio di sole e il termometro si posiziona sopra i tredici gradi: tutti, tutti, tutti, sentono l’impellente bisogno di uscire (quantomeno sul balcone) e godersi la giornata. Non importa se sei stanco morto per pesantissima settimana di lavoro e una parte sostanziosa di te vorrebbe spiaccicarsi sul divano e dormire tutto il fine settimana: se c’è il sole devi godertelo, non puoi fare altro, una legge berlinese non scritta impone di sfruttare la bella stagione per tutti quei rari momenti in cui gentilmente si mette a disposizione. Non si accettano scuse.

Quindi: passeggiate nel Tiergarten, passeggiate a godersi l’odore dei tigli, gite al lago, gite al lago in bicicletta, i tavolini al sole, anche se sul marciapiede con affaccio traffico, del bar preferito, o, se proprio si è molto pigri, contorsioni per riuscire a prendere il raggio di sole che si riflette sul palazzo di fronte e arriva in un angolino del balcone.

Io in primavera ho un’ossessione, per esempio: andare a cercare i viali con gli alberi fioriti. Pruni, ciliegi…ci sono addirittura feste dedicate alla fioritura degli alberi, come a Werder, deliziosa cittadina a sud di Berlino, sul lago, che per la “Baumblütenfest” (quest’anno è appena finita, comunque qui il link: http://www.baumbluetenfest.com) si riempie di alberi rosa, banchetti che offrono oggetti di simil artigianato e grappa di tutti i tipi, luna park, e gente (purtroppo) molto ubriaca. Questione di gusti: io ci sono andata una volta e poi mi sono detta “Mai più”. Preferisco farmi una passeggiata speciale, che conoscono in pochi: un viale di ciliegi donati espressamente dal Giappone alla città di Berlino, che ripercorrono nel parco il percorso del muro (Mauerweg) partendo dal ponte della Bornholmer strasse: viale come una lunga volta di chiesa in color rosa, coi petali che cadono come in un cartone animato giapponese, mentre senti di fianco sferragliare i treni che ti sembra di stare in un cartone animato giapponese con aggiunta di film francese.

Per fortuna che il sole si è appena nascosto tra le nuvole sennò mi verrebbe da uscire, e ho troppo da lavorare. Buon inizio primavera a tutti.

I ciclisti a Berlino? Pericolosissimi. Lo dice la statistica sugli incidenti stradali del 2014.

29 Apr

Lo ammetto: io con i ciclisti a Berlino ho il dente avvelenato. Mi sono vista tagliare la strada troppe volte (io, pedone, col verde; loro, i bicicli, con il rosso, sbucando improvvisi dalla fila di auto in attesa; e se osi protestare ti becchi pure gli insulti). Troppe volte mi sono sentita scampanellare o sfiorare da ciclisti impazienti perché, io, pedone, sul marciapiede osavo fermarmi, sostare a guardare una vetrina, o cambiare improvvisamente direzione (sempre sul marciapiede) senza segnalarlo. Troppi racconti di incidenti, tra cui il figlio di un mio conoscente, indovinate un po’, sempre sul marciapiede, investito da, indovinate un po’, un ciclista. Risultato: braccio rotto per il bambino e ciclista pirata che manco si è fermato.

Insomma: avrò pure il dente avvelenato, ma secondo me la bicicletta sui berlinesi ha un effetto deleterio. Anzi, nefasto. Invece di farli rilassare, godendosi le larghe piste ciclabili e l’aria fresca, trasforma innocui padri di famiglia, cortesi professioniste, impiegati modello e leggiadre studentesse in tanti Mr Hyde pronti a sfogare le frustrazioni della loro giornata sugli innocenti pedoni. Perché è questo il dramma. I ciclisti folli non sono ubriachi che si mettono alla guida dopo serata di gozzoviglie, ma normalissime persone trasformate dal fatto di avere una bicletta sotto le chiappe in centauri senza regole. Forse il fatto di essere ecologici e sani li fa sentire a priori dalla parte della ragione, senza badare a sottigliezze come la sicurezza prorpria e altrui o il codice stradale; cose per gli stupidi bipedi, per i lenti, per i pensionati, per i bambini, tutti intralci sulla loro inarrestabile corsa. Che come intralci vanno trattati e nel caso elminati.

Questa è sempre stata la mia impressione; ma gli amici, soprattutto i ciclisti, mi hanno sempre zittita, tacciandomi di esagerazione. Oggi però il report ufficiale sugli incidenti stradali del 2014 a Berlino conferma tutte le mie impressioni. “L’aggressività per strada è aumentata in modo drammatico”, dice al quotidiano Berliner Zeitung il responsabile della statistica. Io, ancora automaticamente abituata al traffico italiano, penso: l’aggressivitá degli automobilisti. Invece no: si parla proprio dell’aggressività dei ciclisti, conclamata, ormai, tanto che l’anno scorso ha provocato addirittura la morte di due pedoni. Insomma, bellezze in biciletta: non lasciate la bici, no, ma quantomeno rallentate. E controllate che non arrivi nessuno, se passate con il rosso o girate dove è proibito. Saremo tutti più di sani e di buonumore e voi arriverete lo stesso in tempo là dove dovete arrivare.

Lo scontro delle civiltà si gioca a colazione: burro contro biscotti.

5 Mar

brunchUn classico: turisti tedeschi che si lamentano della povera colazione italiana in albergo: qualche croissant, qualche fetta biscottata, marmellata. Io, invece, le colazioni “continentali”  non riesco a sopportarle: mi mettono in crisi, mi sembra di dover mangiare tutto, e finisce che mi rovino tutta la mattinata con un accenno di indigestione. La stessa cosa quando mi invitano ad un brunch qui a Berlino: prima di tutto, appena alzata ho bisogno di zuccheri, quindi arrivo al brunch dopo aver già mangiato un paio di cornetti col caffè.  E poi la troppa scelta mi provoca crisi d’ansia, così come l’idea di mischiare marmellata e insalata di patate. Ma, come dice il saggio, de gustibus non disputandum est: ognuno faccia come gli pare.

Purtroppo non è sempre così e le discussioni più accese che ho sentito (e a cui ho partecipato) tra italiani e tedeschi riguardano quasi sempre le abitudini a colazione. Ognuno rivendica la sua come la più buona (gli italiani) e la più sana (i tedeschi).

I biscotti, per esempio: i biscotti per la colazione sono una cosa che ad un tedesco non gliela devi nemmeno nominare, sennò chiama l’ufficio d’igiene, gli assistenti sociali, la buon costume, e ti fa arrestare. A colazione ci vogliono il müsli, il pane, il prosciutto, e soprattutto tanto tanto burro, che come si sa è molto sano. È una questione ideologica, non di gusti.

E qui faccio una breve parentesi sul burro, e avverto i lettori dallo stomaco delicato di saltare le prossime righe, se pensano di non potercela fare. Ma mi sento comunque in dovere di informarvi che il burro, i tedeschi, lo mettono con tutto e su tutto, anche se li scongiuri di non farlo: con i pomodori, il salame, le uova, la nutella, i carciofi, le olive, le caramelle al rabarbaro…Perché sennò – questa è stata la spiegazione di una panettiera ad un’amica napoletana ottima cuoca, che inutilmente protestava – sennò il panino non tiene, e gli ingredienti scivolano via. Io non ci avevo mai pensato, ma da questo punto di vista la cosa non fa una piega. Il burro come collante universale.

Sono due scuole di pensiero, due civiltà, altro che religione: a colazione meglio burro o biscotti?

Mio figlio invece, ecumenico, un vero prodotto della nostra Europa cosmopolita, a colazione usa il burro per incollare al panino i biscotti.

All’inizio ero perplessa, ora sono orgogliosa. La volevamo o no, l’Europa unita? E più unito di così…..

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: